In breve (TL;DR)
Un contratto in cui il prezzo della luce varia: costa di più di giorno nei feriali (F1) e costa meno di sera, notte e nei fine settimana (F23).
Definizione completa
La tariffa bioraria è una modalità di fatturazione in cui il costo dell'elettricità è suddiviso in due scaglioni di prezzo distinti: la fascia F1 (le ore diurne dei giorni feriali, tipicamente dalle 8:00 alle 19:00 dal lunedì al venerdì) dove l'energia è più cara, e la fascia accorpata F23 (che comprende sera, notte, sabati, domeniche e festivi nazionali) in cui l'energia viene proposta a un prezzo inferiore.
Esempio pratico
Potresti sottoscrivere un'offerta bioraria in cui in fascia F1 paghi 0,16 €/kWh e in fascia F23 paghi 0,12 €/kWh. Fare una lavatrice (consumo medio 1 kWh) di martedì alle 11:00 ti costerà 16 centesimi, farla di sabato pomeriggio te ne costerà 12.
Quando usare questo termine
Questa tariffa aveva un senso enorme fino a 15 anni fa, prima del boom del fotovoltaico, quando le centrali faticavano a reggere il carico industriale diurno. Oggi il differenziale di costo tra F1 e F23 è diventato bassissimo (spesso meno di 2 centesimi di euro per kWh). È matematicamente conveniente solo ed esclusivamente se riesci a concentrare o posticipare oltre il 75%-80% dei tuoi consumi totali nelle ore serali o nel fine settimana.
Riferimenti normativi
La delibera ARERA 181/2006 (e le sue innumerevoli modifiche per il mercato libero) standardizzò la misurazione dei vecchi contatori meccanici costringendoli a contabilizzare gli scaglioni temporali F1, F2 e F3 per favorire l'elasticità della domanda elettrica nazionale.
Termini correlati nel glossario
Domande Frequenti (FAQ)
Come faccio a sapere se sto usando bene la tariffa bioraria?
Controlla la tua ultima bolletta, nella pagina dei consumi troverai la ripartizione percentuale in F1, F2 e F3. Se la somma di F2 e F3 non supera il 70%, probabilmente stai pagando l'energia di più del dovuto e dovresti passare a una monoraria.